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ISTITUZIONI ASSOCIAZIONI ANTIRACKET SOCIETA’ CIVILE UN IMPEGNO COMUNE - LAMEZIA TERME 1 DICEMBRE 2008 ORE 16.00 – SALA CONSILIARE

05/12/2008 Relazione introduttiva Maria Teresa Morano Coordinatrice Regionale Associazioni Antiracket Calabresi Saluto Gianni Speranza Sindaco di Lamezia Terme Intervengono Umberto De Rose Presidente Confindustria Calabria Tano Grasso Presidente Onorario FAI Giosue’ Marino Commissario del Governo Antiracket ed Antiusura Conclusioni ALFREDO MANTOVANO Sottosegretario Ministero dell’Interno Parteciperanno Autorità civili e religiose Rappresentanti istituzionali Parlamentari Consiglieri regionali, provinciali e comunali Organizzazioni di categoria e sindacali Le associazioni antiracket calabresi

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Enzo Ciconte ha incontrato gli studenti dell’istituto commerciale “V. De Fazio”.

04/12/2008 Lo storico Enzo Ciconte, già deputato nella X legislatura e studioso della ‘ndrangheta, ha tenuto un incontro all’istituto commerciale “Valentino De Fazio”; l’iniziativa fa parte della serie d’incontri organizzati dall’Ala, l’Associazione Antiracket Lamezia, in alcune scuole cittadine. Ciconte è stato accolto dal preside dell’istituto Francesco Scoppetta e dal sindaco Gianni Speranza. Fra il pubblico il presidente dell’Ala Armando Caputo insieme all’imprenditore Luigi Taiani, componente della stessa associazione. Il dibattito è stato moderato da Costantino Fittante, componente del direttivo dell’ALA e coordinatore del progetto. Ciconte ha spaziato su vari fronti: dalla politica alla magistratura, concludendo con dei precisi messaggi rivolti proprio alle giovani generazioni. “ Questa realtà può cambiare solo se voi vorrete e se voi per primi sarete promotori del cambiamento – ha affermato lo studioso – La mafia è un cancro che può essere sradicato solo se si innesca un processo culturale nuovo di cui voi dovete essere protagonisti”. Ciconte, ancora una volta, ha affondato il coltello nella piaga della politica corrotta e collusa col malaffare, puntando il dito contro quegli esponenti politici che si rivolgono ai mafiosi per raccattare il maggior numero di voti. Si tratta di un meccanismo perverso che col tempo ha rafforzato le organizzazioni criminali, le quali nella politica compiacente hanno trovato un ottimo sostegno. Certo non tutto il mondo politico è malato, ma chi fa affari con la malavita ha una grave responsabilità storica. Ciconte ha esortato i rappresentanti politici a cacciare via dai partiti, quei “personaggi” che notoriamente hanno amicizie poco raccomandabili e che nel loro curriculum non possono vantare onestà e trasparenza. Secondo lo studioso, un altro elemento fortemente penalizzante per la società è la lunghezza dei processi che spesso porta alla netta sensazione che non vi sia certezza della pena. In questo modo si alimenta un clima di precarietà e insicurezza che mina alla base la fiducia nelle istituzioni da parte del cittadino. Agli studenti del “De Fazio”, Ciconte ha poi parlato delle donne della ‘ndrangheta che ricoprono un ruolo determinante nella struttura dell’organizzazione criminale, basata sugli stretti rapporti parentali degli affiliati. Per questo motivo in Calabria non vi sono collaboratori di giustizia, così come invece sta avvenendo in Sicilia. Nella nostra regione gli appartenenti alle cosche sono quasi sempre tutti parenti che difficilmente intendono tradire il vincolo di sangue che li lega. Allora sarebbe straordinario se proprio le donne: madri, mogli e sorelle dei boss facessero il primo passo e dicessero “basta” ad una vita vissuta contro la legge. Da loro dovrebbe partire la consapevolezza che perseverare, facendo da contraltare allo Stato, vuol dire soltanto vedere un giorno i propri uomini morti ammazzati per strada o in manette a marcire in galera per sempre. Ciconte ha ripetuto più volte che la battaglia contro la malavita organizzata si combatte e vince insieme e che bisogna diffidare da chi dà soluzioni semplici e immediate per risolvere il problema. L’esercito e la repressione non bastano, serve la mobilitazione di massa e il risveglio delle coscienze per una nuova e vera cultura della legalità, contro la cultura della morte predicata e messa in pratica dalla criminalità che opprime i nostri territori.

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La docente Carmela Salazar all’istituto tecnico “ V. De Fazio” di Lamezia Terme

28/11/2008 La professoressa Carmela Salazar, ordinario di Diritto costituzionale all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria ha avviato il ciclo d’incontri organizzato dall’Ala (Associazione Antiracket Lamezia - ONLUS) in alcune scuole lametine.

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Niente più alibi contro il racket

11/09/2007 Convegno a cura della FAI e dell'Associazione Antiracket Lamezia Onlus.
Guarda il video del convegno dalla trasmissione Fatti di Calabria

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