Progetto Educazione alla legalità
Questa mattina all’istituto tecnico commerciale “Valentino De Fazio” diretto dal preside Francesco Scoppetta si è concluso, per l’anno scolastico in corso, il progetto “Educazione alla legalità” che l’Associazione Antiracket Lamezia ( Ala) ha organizzato e condotto negli ultimi mesi. Ospiti dell’incontro Marisa Manzini, magistrato della Dda di Catanzaro, e la sociologa Antonella Ranieri. Quest’ultima ha illustrato i risultati del questionario che l’Ala ha distribuito nelle scuole tra gli studenti di un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e che ha voluto essere una vera e propria “indagine sulla percezione di insicurezza”. Secondo i dati emersi l’89,23% dei ragazzi interpellati considera la ‘ndrangheta “ un cancro per la società”, la stessa percentuale di intervistati ha risposto che per sconfiggere l’organizzazione ‘ndranghetistica occorre più ordine e trasparenza nella vita pubblica e nelle attività delle istituzioni. I giovani lametini che hanno compilato il questionario hanno anche dato un giudizio negativo nei confronti della magistratura; per il 55,38% i giudici “ si comportano male” nel perseguire i reati, mentre “ discreto” è stato definito il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale. Un dato che ha fatto molto riflettere durante il convegno è stato quello cui hanno dato il loro assenso il 58,46% dei giovani, tutti che “fanno finta di niente se assistono a degli atti delittuosi e o vandalici. Su questo punto si è molto soffermata il giudice Manzini che ha esortato i ragazzi presenti all’incontro a rompere questo muro di omertà che ancora caratterizza negativamente la nostra realtà locale. Manzini ha ammesso che spesso l’attività svolta dalla magistratura sul territorio non è molto visibile, ma non si possono attribuire colpe e responsabilità in maniera unilaterale. << Se voi volete che questa società cambi – ha detto Manzini rivolgendosi agli studenti – allora dovete fare qualcosa anche voi. Prima di tutto, non potete restare indifferenti ed omertosi, non potete far finta di niente se assistete ad un atto criminale. La vostra è l’età più importante perché è quella in cui si forma quella coscienza che vi accompagnerà per tutta la vita>>. Al “De Fazio” questa mattina c’era anche il presidente dell’Ala Armando Caputo il segretario Tommaso De Pace e gli imprenditori Luigi Taiani e Rocco Mangiardi, entrambi componenti dell’associazione. Taiani e Mangiardi hanno raccontato ai ragazzi la loro personale battaglia contro il racket. Una scelta precisa di vita, il coraggio di dire “no” al pizzo e a chi aveva provato a distruggere la loro vita e quella delle loro famiglie. Anche i due imprenditori hanno invitato i ragazzi a non alimentare l’omertà che, inevitabilmente, fa crescere quel clima di mafiosità che certo non educa alla legalità. << Quando 25 anni fa io e la mia famiglia ci siamo ribellati a chi voleva sottometterci, eravamo da soli – ha ricordato Taiani – Accanto a noi non c’era nessuno, né istituzioni, né colleghi imprenditori. Poi nel ’95 ho conosciuto il giudice Manzini e, allora, ho cominciato ad avere più fiducia e coraggio ad andare avanti, continuando a dichiarare guerra alla criminalità>>. Taiani ha parlato poi della nascita dell’Ala nel 2004. << E’ stato un lavoro lungo paziente cominciare a conoscerci ed iniziare ad avere fiducia l’uno dell’altro. Ci riunivamo in segreto – ha commentato – sembravano quasi le riunioni del carbonari. Oggi siamo una realtà che ha acquistato la sua visibilità e la sua rilevanza sociale>>. A questo proposito anche Manzini ha espresso il suo plauso per l’attività dell’Ala che sul territorio svolge un’attività di grande forza e determinazione. Mangiardi ha ripercorso brevemente gli ultimi anni della sua esistenza, di piccolo commerciante che dopo aver denunciato i suoi estorsori e aver deposto contro di loro anche in tribunale, ora vive sotto scorta. << La scelta di non pagare il pizzo l’ho presa insieme alla mia famiglia perché questa avventura ha coinvolto tutti i miei familiari che mi hanno sostenuto fin dal primo momento – ha sottolineato il commerciante – Continuo ad essere convinto che ho fatto bene a non pagare, perché i miei soldi sarebbero serviti a comprare bombe e benzina per far saltare le attività commerciali di altri miei colleghi>>. Ad interagire con le ospiti del convegno gli stessi studenti e i docenti del De Fazio che << se dovesse ripetersi l’occasione – ha detto il preside Scoppetta –sarà ben lieto di accogliere nuovamente questo tipo di iniziative. Esperienze positive che costituiscono un reale confronto tra la scuola e il mondo che sta fuori>>. A moderare il dibattito Costantino Fittante, coordinatore del progetto dell’Ala.
Associazione Antiracket Lamezia Onlus
Corso G.Nicotera, 130
88046 Lamezia Terme CZ
tel. +39 329 0566908
fax +39 36 329 0566908
BASTA RACKET
329 05.66.908
