13/11/2009 Presentazione del libro "Per non morire di mafia" del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso e del giornalista RAI Alberto La Volpe, partecipano alla presentazione Luigi Ventura Preside facoltà Giurisprugenza Università magna Graecia e Tano Grasso della Federazione Italiana Antiracket
Seminario Nazionale Federazione Italiana Antiracket Sala Consiliare Lamezia Terme
11/10/2009 Avvocato Pizzuto - Interventi pubblico - Mauro Magnano Coordinatore Sicilia - Silvana Fucito Coordinatore Napoli - Maria Teresa Morano Coordinatore Calabria - Gianni Speranza chiusura seminario
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10/10/2009 Enzo Ciconte Storico - Gaetano Saffioti Imprenditore - Rocco Mangiardi Imprenditore - Enrico Colaianni Consumo Critico - Ugo Forello Ufficio Legale FAI.
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10/10/2009 Luigi Cannavale DDA Napoli - Michele Prestipino DDA Reggio Calabria
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09/10/2009 Giosuè Marino Commissario nazionale lotta racket e usura - Vittorio Daniele Università Magna Graecia Catanzaro - Tenente Ugo Di Florio Nucleo Operativo CC Ostia
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09/10/2009 Gianni Speranza sindaco Lamezia Terme - Armando Caputo ALA Lamezia Terme - Tano Grasso saluti autorità - Giuseppe Scandurra Presidente FAI - F.Rubbettino Confindustria Calabria - Sandro Ruotolo Giornalista RAI - Paolo Abramo Presidente CCIAA Catanzaro - S.Vitello Procuratore Capo Lamezia Terme
Presentazione del Libro Il Cappio
18/09/2009 Presentazione del libro con l'autore
Progetto Educazione alla legalità
09/06/2009 Questa mattina all’istituto tecnico commerciale “Valentino De Fazio” diretto dal preside Francesco Scoppetta si è concluso, per l’anno scolastico in corso, il progetto “Educazione alla legalità” che l’Associazione Antiracket Lamezia ( Ala) ha organizzato e condotto negli ultimi mesi. Ospiti dell’incontro Marisa Manzini, magistrato della Dda di Catanzaro, e la sociologa Antonella Ranieri. Quest’ultima ha illustrato i risultati del questionario che l’Ala ha distribuito nelle scuole tra gli studenti di un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e che ha voluto essere una vera e propria “indagine sulla percezione di insicurezza”. Secondo i dati emersi l’89,23% dei ragazzi interpellati considera la ‘ndrangheta “ un cancro per la società”, la stessa percentuale di intervistati ha risposto che per sconfiggere l’organizzazione ‘ndranghetistica occorre più ordine e trasparenza nella vita pubblica e nelle attività delle istituzioni. I giovani lametini che hanno compilato il questionario hanno anche dato un giudizio negativo nei confronti della magistratura; per il 55,38% i giudici “ si comportano male” nel perseguire i reati, mentre “ discreto” è stato definito il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale. Un dato che ha fatto molto riflettere durante il convegno è stato quello cui hanno dato il loro assenso il 58,46% dei giovani, tutti che “fanno finta di niente se assistono a degli atti delittuosi e o vandalici. Su questo punto si è molto soffermata il giudice Manzini che ha esortato i ragazzi presenti all’incontro a rompere questo muro di omertà che ancora caratterizza negativamente la nostra realtà locale. Manzini ha ammesso che spesso l’attività svolta dalla magistratura sul territorio non è molto visibile, ma non si possono attribuire colpe e responsabilità in maniera unilaterale. << Se voi volete che questa società cambi – ha detto Manzini rivolgendosi agli studenti – allora dovete fare qualcosa anche voi. Prima di tutto, non potete restare indifferenti ed omertosi, non potete far finta di niente se assistete ad un atto criminale. La vostra è l’età più importante perché è quella in cui si forma quella coscienza che vi accompagnerà per tutta la vita>>. Al “De Fazio” questa mattina c’era anche il presidente dell’Ala Armando Caputo il segretario Tommaso De Pace e gli imprenditori Luigi Taiani e Rocco Mangiardi, entrambi componenti dell’associazione. Taiani e Mangiardi hanno raccontato ai ragazzi la loro personale battaglia contro il racket. Una scelta precisa di vita, il coraggio di dire “no” al pizzo e a chi aveva provato a distruggere la loro vita e quella delle loro famiglie. Anche i due imprenditori hanno invitato i ragazzi a non alimentare l’omertà che, inevitabilmente, fa crescere quel clima di mafiosità che certo non educa alla legalità. << Quando 25 anni fa io e la mia famiglia ci siamo ribellati a chi voleva sottometterci, eravamo da soli – ha ricordato Taiani – Accanto a noi non c’era nessuno, né istituzioni, né colleghi imprenditori. Poi nel ’95 ho conosciuto il giudice Manzini e, allora, ho cominciato ad avere più fiducia e coraggio ad andare avanti, continuando a dichiarare guerra alla criminalità>>. Taiani ha parlato poi della nascita dell’Ala nel 2004. << E’ stato un lavoro lungo paziente cominciare a conoscerci ed iniziare ad avere fiducia l’uno dell’altro. Ci riunivamo in segreto – ha commentato – sembravano quasi le riunioni del carbonari. Oggi siamo una realtà che ha acquistato la sua visibilità e la sua rilevanza sociale>>. A questo proposito anche Manzini ha espresso il suo plauso per l’attività dell’Ala che sul territorio svolge un’attività di grande forza e determinazione. Mangiardi ha ripercorso brevemente gli ultimi anni della sua esistenza, di piccolo commerciante che dopo aver denunciato i suoi estorsori e aver deposto contro di loro anche in tribunale, ora vive sotto scorta. << La scelta di non pagare il pizzo l’ho presa insieme alla mia famiglia perché questa avventura ha coinvolto tutti i miei familiari che mi hanno sostenuto fin dal primo momento – ha sottolineato il commerciante – Continuo ad essere convinto che ho fatto bene a non pagare, perché i miei soldi sarebbero serviti a comprare bombe e benzina per far saltare le attività commerciali di altri miei colleghi>>. Ad interagire con le ospiti del convegno gli stessi studenti e i docenti del De Fazio che << se dovesse ripetersi l’occasione – ha detto il preside Scoppetta –sarà ben lieto di accogliere nuovamente questo tipo di iniziative. Esperienze positive che costituiscono un reale confronto tra la scuola e il mondo che sta fuori>>. A moderare il dibattito Costantino Fittante, coordinatore del progetto dell’Ala.
02/02/2009 Francesco Forgione, calabrese di Tiriolo, giornalista e scrittore, già deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, questa mattina ha incontrato gli studenti dell’istituto tecnico “Valentino De Fazio”. L’incontro rientra nell’ambito del progetto ideato e realizzato dall’Associazione Antiracket Lamezia che mira a far entrare i rappresentanti istituzionali nella scuola per un confronto dialettico e propositivo tra giovani ed esponenti dei diversi settori sociali. Forgione ha ripreso la relazione dell’anno scorso stilata dalla Commissione antimafia che ha accertato che la ‘ndrangheta è la holding criminale più potente del mondo con un fatturato che oscilla tra i 100 e 150 milioni di euro. L’ex parlamentare ha ribadito che << la mafia “droga” l’economia e chi dice che essa dà lavoro, dice solo un’assurdità perché il lavoro offerto dal malaffare e illegale e sottopagato>>. Infatti Campania, Calabria e Sicilia sono le tre regioni a più alta densità mafiosa e anche ad altissima percentuale di povertà e disoccupazione. Forgione ha parlato dell’autostrada Salerno Reggio Calabria
“Valentino De Fazio” il docente universitario Vittorio Mete
07/01/2009 Racket ed usura. Questi i temi del terzo incontro organizzato dall’Ala, l’Associazione Antiracket Lamezia presieduta da Armando Caputo, all’istituto tecnico commerciale “V. De Fazio” di Lamezia Terme. Ospite del convegno tenutosi stamattina, Vittorio Mete, docente di Sociologia all’Università di Firenze ed originario proprio della città della Piana. Ad accogliere l’ospite il preside dell’istituto Francesco Scoppetta che ha ricordato agli studenti presenti che anche Mete è stato un alunno del “De Fazio” e che è motivo di orgoglio per la scuola vedere che i suoi allievi riescono poi ad imporsi anche fuori regione in posizioni di grande professionalità e prestigio.
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